domenica 1 settembre 2013

Con il lucchetto 'rosella'

Erano anni che non rinnovavo il mio povero guardaroba, ma tra maggio e giugno, in vista di un'estate con ben due matrimoni e approfittando del famoso San Marcos Outlet a due passi e del fatto che per cifre superiori ai cento dollari mi avrebbero restituito le tasse, ho pensato bene di comprare finalmente qualcosa.
Non avendo a disposizione una macchina, lo shopping è stato tutt'altro che confortevole: salire e scendere da autobus urbani texani, passando quindi da 48 a 8 gradi centigradi e viceversa (e lo stesso entrando e uscendo dai negozi) può seriamente minare la salute... ma alla fine, novella pretty woman, ce l'ho fatta!
Ho fatto circa quattro viaggi prima di decidere cosa veramente mi serviva, ogni volta accompagnata dalla omonima (o eponima?) musichetta di sottofondo, e ho finalmente avuto ciò che meritavo, oltre ai vestiti per i suddetti matrimoni: magliette, mutande, reggiseni, calzini, scarpe, e trucchi.
'Benone', direbbe mia madre, eccetto che per un piccolo dettaglio: tutta questa roba non ha avuto la fortuna di rientrare negli States, e dopo una vacanza italiana, dove è stata in parte, solo in parte, parcamente utilizzata (la volevo sparagnare), è letteralmente sparita nel nulla insieme a roba vecchia ma di grande valore affettivo.
Per la prima settimana, facendo capolino dalle scale nell'ultimo piano, speravo sempre di vedere la mia valigia con quattro ruote e il lucchetto rosa davanti la mia porta che mi aspettava, ma adesso, che sono alla soglia delle due settimane dalla scomparsa, mi tocca iniziare ad elaborare il lutto, ed in questo, la compagnia aerea mi sta aiutando molto, chiedendomi di compilare una dettagliatissima lista di tutto ciò che il mio bagaglio conteneva... come se il tempo che ho perso a chiamare, scrivere, comprare e fotocopiare scontrini, etc. non bastasse, come se non dovessi leggere due racconti di Gabriel García Márquez, dieci capitoli del Quijote, e più di duecento pagine di saggi critici; come se non dovessi anche lavorare, scrivere la tesi, email e post, pulire, cucinare, presenziare a riunioni, fare volontariato, piscina e spesa, parlare al telefono, videochiamare!
Anyway, questo è ciò che ricordo conteneva il trolley (che, bye the way, avevo appena fatto riparare dopo che i gentilissimi signori della dogana avevano pensato bene di aprire con la forza - nonostante la chiusura TSA - per controllare se lo sciroppo d'acero che conteneva era realmente d'acero per poi decidere di rimettere il flacone aperto in mezzo ai miei vestiti, ma questa è un'altra storia); con lui se n'è andato un pezzo della mia storia, ma anche della vostra:


Alice band (10) tutti gli ultracolorati cerchietti, simbolo della mia eterna gioventù

Almond pastries (500 g) 'i cosa duc'i miennula per l'ufficio

Apron (1) 'u mantali o faladinu

Black and pink dress (1) il vestito da super-testimone

Black bra (2)

Black pants (1) gentilmente forniti da amì

Black shoes (one pair) scarpe da super-testimone

Blue blouse (1) messa una volta

Blue dress (1)

Blue shoes (one pair) ballerine all'uncinetto messe un paio di volte

Blue shoulder bag (1) di mia matre

Blush (1)

Body cream (700 ml)

Bordeau fabric (1) 'a pezza ppo' divanu

Casual black dress (1) de' cinìsi però i buttuna ci l'ava 'mpiccicatu ju

Chocolate bars (3) da' signora spinellu

Coffee (1 kg) 13.50 da' signora rosina

Colander (1) u' sculapasta aranciò

Cookies (4 kg) da' nonna (sanu belli) e da' putìa

Cotton printed colorful shirts (15) una più bella delle altre, quasi tutte regali di compleanni

Dead Sea salts (500 g)

Dishcloth (1) mappina rosella con la scritta "keep calm - you are the queen of the kitchen"

Earrings (one pair) fatti a mano con amore da i fiori di marica con 20 bottoni intercambiabili

Eye pencil (1)

Eyeliner (1)

Face cream (1)

Foundation (1) appena aperto

Grey dress (1) il primo sanmarchese

Hairdressing scissors (1) u' secunnu paru ca resta 'nni n'aeroportu

Handmade lapel pin (3) i fiori rosa all'uncinetto fatti con amore da i fiori di marica per il mio vestito da super-testimone

Flag (1) verde, bianca e rossa

Jacket (2)

Jeans (2) gli unici della mia taglia attuale, un paio fornito da amì

Lasagne (1 kg) n'auma ricriari

Lipstick (1)

Magnet (1) la trinacria di lava del matrimonio del secolo

Mascara (1)

Nail file (1)

Nail polish (1)

Nutritional supplements (four blister)

Pack of tissues (12)

Pajamas (1) solo il sotto, bianco a pois neri, riportato in italia per farlo accorciare

Pasta (3 kg)

Petticoat (1) di mia matre

Photographs (25)

Pink bra (1) messo una volta

Pool cap (2)

Postcards (10)

Pouches (3)

Power converter (2)

Printed canvas (2)

Red bra (1) messo una volta

Rolling pin (1) n'auma risturari

Sanitary towels (one big pack)

Scissors (1)

Shampoo (1)

Shorts (1) nuovi

Silk epil Brown (1) grave! gravissima perdita!!

Scarf (1) non ancora indossata, ultimo regalo di teresina

Silver shoes (one pair) messe un paio di volte

Socks (6)

Stationery items (5)

Swimsuit (1) di spotless mind

Torroncini (500 g) da' signora rosina

Tweezers (1)

Underpants (6)


Esorto chi si sta chiedendo che bisogno c'è di portarsi dall'Italia i fazzolettini e gli assorbenti di provare le cose usa e getta americane, e poi, quando con una lametta si riesce a depilare solo una gamba e per soffiarsi il naso ci vogliono tre/quattro fazzoletti di carta, ne riparliamo...

P.S. A questo punto sono ben felice di aver scordato di mettere delle cose in valigia :)
P.P.S. Per il mio inglese è un toccasana dover tradurre certi nomi :D

A seguire alcune foto esemplificative di un rientro traumatico!


omaggio a turi 'u scavaturi

'u tempu è 'o ventu

collezione uomo autunno-inverno 2013

delizie (!?) texane

collezione donna autunno-inverno 2013

a proposito di lamette che non tagliano, la foto non rende, ma questa aveva più peli di lucio dalla

bob marley alla fermata

martedì 13 agosto 2013

Ricominciaaaaaaamo!


Uno dei primissimi avvisi dell'anno accademico riguarda un'importante associazione dell'università che ha organizzato un ritiro di tre giorni "fuori porta" e gli organizzatori scrivono ai partecipanti tutta una serie di utilissime regole da seguire...


Cosa portare:



• pigiama



• vestiti per tre giorni



• acqua



• medicine prescritte


Cosa non portare:



• sigarette



• alcol



• droghe




Aggiungono: "Se sei visto mentre fai uso di cose che non dovresti usare non rimarrai a lungo membro della nostra associazione"!


A questo punto nelle cose da lasciare a casa potevano inserire la voce "cervello", tanto c'è sempre qualcuno che ricorda a questi poveracci che bisogna pulirsi il c..o dopo aver c....o!

domenica 11 agosto 2013

Stasciuni

Ha fatto caldo in ritardo e brevemente quest'estate: è stato piacevole ma senza frutti.
Un'estate di luoghi e giri, pietre e parole come pietre, incontri e scontri.
L'estate dei matrimoni tradizionalmente pallosi e fantasticamente tradizionali.
L'estate del mai perduto amore per un'Italia incantevole e schifosa.
Un'estate international fatta di discorsi in inglese e piatti in italiano, tempo irrimediabilmente perduto e/o felicemente trascorso.
Acqua. Musica. Abbracci. Bollicine. Delusioni.
L'estate di occasioni e foto mancate:
- l'occasione di produrre,
- la foto della bimba meravigliosa che ho conosciuto lunedì 15 luglio e della sua mamma,
- l'occasione di stare zitti,
- la foto di via Stracciari n. 7,
- l'occasione di partecipare al tour de "Il pianista disgraziato",
- la foto con la mia ex studentessa,
- l'occasione di vedere Isa, Raf, e altri buoni amici...
Due mesi sono stati troppi e troppo pochi: due mesi devastanti ed indimenticabili.
Ciao Sicilia: l'America ci sta aspettando con le sue braccia forti e grasse spalancate!


Santa Tecla
Santa Tecla
Assisi
Civitanova Marche
Firenze
Imola
Bologna
Venezia
Catania
Caltagiorone
Taormina
Ragusa Ibla
Pantalica
Pantalica
Siracusa
Siracusa
Acitrezza

martedì 9 luglio 2013

Nuvoloni neri neri

Quando ero adolescente, vicino casa mia organizzavano una piccola festa dell'unità che durava cinque sere. Quanto mi piaceva quella festa... ne ignoravo anche i più noti significati politici, per me voleva dire solo giostre, musica, possibilità di fare tardi.
Questa, insieme alla sagra della salsiccia, era la mia festa estiva preferita.
Purtroppo, puntualmente, ogni pomeriggio di quei cinque giorni, il cielo iniziava a riempirsi di nuvoloni neri neri, l'aria di un dolcissimo profumo di pioggia, l'orizzonte di lampi, e così iniziava il temporale, furioso e meravigliosamente breve.
L'acquazzone mi faceva tribolare, temere che la tanto agognata uscita non potesse avere luogo, e nello stesso tempo rinfrescava l'aria, e mi faceva sperare di poter uscire subito dopo la sua conclusione indossando qualcosa di autunnale (chissà perché risultava sempre parecchio eccitante poter fare sfoggio di un maglioncino di cotone, o di un giubbino in piena estate)!
Oggi non devo andare da nessuna parte e sono immersa nell'insano ozio grammichelese fino al collo, vorrei aver concluso qualcosa che vada al di là dell'auto-nutrizione e dell'aver assistito ad un macabro spettacolo che vedeva protagonisti una nonna e un topo, invece mi ritrovo con una felpa e una vaga sensazione di insoddisfazione addosso, annusando la pioggia e pensando a un pianista disgraziato, influenzato e un po' esaurito e stasera anche turrito.
¡Mucha mierda, músicos!




lunedì 1 luglio 2013

Panni sporchi


Hai mai provato del senso di colpa?


Una persona perfetta che ha una parola buona per tutti non si trova mai di fronte a qualcosa del genere.

Sogni. Sogni me bambina, in fasce, sogni che non mi dai da mangiare e per questo deperisco, fino alla crozza. Sogni che mi piscio la canottiera e che tu non me la cambi. Sogni di aver messo i miei biscotti dentro un sacchetto sporco. Nel sogno io sto per morire, e tu temi l'autopsia: temi la colpa.



- Ti sentivi in colpa per la mia inappetenza?

Chiedo, per capire

- In colpa? MAI!



Sono ancora inappetente. Ci sono cibi che non mi hai mai servito: la pace, la stima, l'interesse, l'altruismo.



Hai iniziato prestissimo a testare la pazienza delle persone che ti amano, da quando ti hanno tolto di mano quella forchetta per evitare di cavarti un occhio, e tu hai pianto, poi hai chinato la testa all'indietro e hai pianto ancora più forte, fino a smettere di respirare, fino a diventare blu. Sei morta. Per alcuni lunghi secondi sei morta, perché avevi ricevuto un no. Poi con due sberle ti sei ripresa, hai ripreso colore e respiro. Hai vinto. La prima vittoria di un'interminabile serie.



Adesso non ci sono no nel tuo orizzonte. Né colpe, né scuse, né difetti. Solo qualche brutto sogno.

giovedì 16 maggio 2013

Demasiado agradecimiento... ¡pero lo merezco!

Ora che il semestre è finito, dovrei (in teoria) avere il tempo per scrivere, ma è un classico che quando l'adrenalina scende, ci si "accanazzi"! Però d'altra parte è tempo di bilanci...
Per cominciare mi va di riportare alcune righe tratte da due email di saluto-ringraziamento da poco giuntemi dai miei "capi":

[...] Muchas gracias por estar al tanto de todo. De verdad que se agradece trabajar con alguien tan responsable [...].

[...] I can say that you have impressed quite a number of faculty in the department with your willingness to work and your ability to complete projects on time [...].

Io penso di aver fatto solo il mio dovere quest'anno, e - qui posso essere sincera - mi sono molto più divertita a  lavorare che non a studiare, perché io non mi sento più una studentessa da un pezzo, e quella dello studio è solo una copertura: avevo una gran voglia di lavorare, perciò ho fatto del mio meglio... e sembra se ne siano accorti! Poi ho anche studiato, per quanto il concetto di studio statunitense sia radicalmente differente dal mio personale metro, ma va bene, in fondo ho anche imparato qualcosa che non sapevo, ho visto dei bei film, letto bei racconti, e ripreso dimestichezza con un vecchio amore: la linguistica.
Il prossimo semestre sarà molto più impegnativo di quello appena trascorso, sia per me che per L. il quale è contento a sua volta, per una serie di ragioni tra cui riconoscimenti vari al suo merito artistico e didattico (primo tra tutti l'obbiettivo raggiunto di fare appassionare al pianoforte una bimba di cinque anni), la fantastica e indimenticabile avventura newyorkese, e le ottime prospettive future (meno per il frequente incontro nel mondo della musica di stronzi di piccola taglia e per questo forse ancor più fastidiosi, come i micro-cani che soffrendo di qualche complesso di inferiorità abbaiano rabbiosi al mondo).
Adesso abbiamo tre settimane di transizione: L. studierà per il festival che lo porterà all'attenzione di importanti professori che verranno appositamente da università che contano; io preparerò me stessa all'estate, alla Sicilia, all'Italia più in generale ma anche al prossimo semestre e addirittura al successivo, nonché ultimo. Rifaremo il TOEFL per le ammissioni al dottorato, ma stavolta con occhi diversi, non solo perché adesso un po' d'inglese lo sappiamo, ma anche perché ora ci rendiamo perfettamente conto di quanto questo esame sia totalmente calato nella realtà in cui viene concepito, e non sia qualcosa di assolutamente alieno come lo consideravamo prima. Fa parte di una realtà a tempo, svelta, dove la qualità conta molto relativamente, ma dove ha di gran lunga più peso la quantità, meglio ancora se corrispondente alla quantità monetaria. Una realtà dove importa che tu "appaia come" piuttosto che "sia", una realtà dove non c'è cosa che non si possa comprare, dove la superficie è fondamentale, che si parli di pulizia o di preparazione.
Ma io mi accontento e godo: godo perfino nel vedere scene che pensavo essere solo da film e invece... di fronte a una famelica sala di ingurgitatori di ali di pollo scorgo chi, tra applausi e tifo da stadio, fa una plateale proposta di matrimonio alla pulzella che, con ancora le mani unte della salsa superpiccante, non perde tempo ad infilarsi l'agognato anello al dito! Godo nel vedere tux, e limo al prom, o cerimonie di laurea degne dei migliori telefilm (genere di cui gli americani sono indiscutibili maestri, non c'è che dire)!
Una realtà che, in ogni caso, nonostante tutto, al momento mi sta meglio di quella italiana, forse perché, come ho già detto in altre occasioni, non mi appartiene, la guardo soltanto, dal mio nuovo divano, così come guardo Grey's Anatomy, mentre la pasta della pizza lievita e il bucato asciuga al sole, mentre la mia amica araba mi scrive da Riyad e i futuri sposi più belli del mondo mi mandano le loro pubblicazioni, mentre la mia amica toscana prende con me un caffè virtuale da Prato e la mia amica abruzzese mi manda da San Lazzaro le foto della sua splendida bimba, mentre la mia amica napoletana mi chiede a che ora mi trova in casa per chiamarmi da Bologna ed io aspetto che passino poche settimane per riabbracciare tutta la mia famiglia.