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mercoledì 4 luglio 2012

Il "borsone" di Higgs


Diversi inverni sono finiti in un enorme trolley col manico rotto.
Diversi ricordi e diverse taglie, diversi stili e obbrobri.
Nevicate, week end felici, viaggi, natali, attese alla fermata, burrasche, corse per le scale, bucati stesi dentro per giorni, accostamenti fatali...
Regali ricevuti e strausati, acquisti amati ma per poco indossati perché non mi si sono più “chiusi” addosso senza diventare pericolosamente esplosivi.
Vestiti riciclati, o vecchi di anni, comprati a Catania alla “fera ‘o luni” che ancora “campano” e fanno la loro porca figura...
Vestiti rovinati dalla macchina o dall’uomo :)
Giubbotti così rigidi che non s’abbottonano, cappelli colorati e/o infeltriti, scaldamuscoli e lavori certosini di nonne d’altri tempi…
La maglia turchese del secondo viaggio in Olanda, la giacchetta a pois coi bottoni preziosi - troppo fashion - messa per invernali occasioni post-moderne, i pantaloni dei figli dei fiori, che sia per la taglia che per il fatto che sono arrivata ai 30 in day hospital, ormai “mi sono nipoti”, vestitini improbabili che continuo a mettere senza alcuna ragione, cause di dismenorrea per l’ipotetico avvento di Enzo Miccio nel mio guardaroba, abiti usati come divisa: SEMPRE SEMPRE quelli!
Il primo reparto, quello invernale, è stato svuotato: si prosegua con le scene da un trasloco!

P.S. Non ho idea di come si sia chiusa la valigia… è un fenomeno che sfida davvero le leggi della fisica: sarà stato il bosone di Higgs a tenere tutto insieme!

giovedì 27 ottobre 2011

Viva viva gli scienziati!

L'inverno è arrivato: me lo dicono l'odore d'umido nel mio bagno, lo scurirsi delle macchie sul soffitto, il pacco ordinario di frutti straordinari, i dolori alle ossa, le unghie viola (non di smalto), i piedi di ghiaccio sotto le coperte, il basilico agonizzante sul davanzale, la vestaglia blu, il tic dello scaldino, le zuppe, le ventate di calore sprecato che escono dai negozi ad altissima temperatura e bassissimo rispetto per l'ambiente, la folla di ombrelli impertinenti che impediscono al mio di arrivare in fretta alla stazione DOVE mi accoglie Anna Tatangelo (preferisco il frastuono del treno in transito sul binario 1) su Radio FS News, PRIMA di prendere il regionale su cui mi aspetta quell'attimo di ansia da "dove ho messo il biglietto?" (anche se so di averlo) quando vedo far capolino il controllore, MENTRE guardo gente che occupa 2/3 posti con un unico biglietto ed è infastidita da chi vorrebbe sedersi al posto di borsa-giacca-giornale, QUANDO mi metto a leggere il solito libro scritto dal solito uomo di scienza che - senza le paranoie che, per il solo fatto di aver studiato ...-ica, ...-gia, ...-ia, Storia d…, etc., ci si fa da letterati - scrive meglio di un letterato, e uso il ritrovato biglietto come segnalibro.