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sabato 17 novembre 2012

Poeti contemporanei

Chiudi gli occhi
immagina una gioia
molto probabilmente
penseresti a una partenza

ah si vivesse solo di inizi

di eccitazioni da prima volta
quando tutto ti sorprende e
nulla ti appartiene ancora

penseresti all'odore di un libro nuovo

a quello di vernice fresca
a un regalo da scartare
al giorno prima della festa

al 21 marzo al primo abbraccio

a una matita intera la primavera
alla paura del debutto
al tremore dell'esordio
ma tra la partenza e il traguardo


nel mezzo c'è tutto il resto
e tutto il resto è giorno dopo giorno
e giorno dopo giorno è
silenziosamente costruire
e costruire è potere e sapere
rinunciare alla perfezione

ma il finale è di certo più teatrale

così di ogni storia ricordi solo
la sua conclusione

così come l'ultimo bicchiere l'ultima visione

un tramonto solitario l'inchino e poi il sipario
tra l'attesa e il suo compimento
tra il primo tema e il testamento

nel mezzo c'è tutto il resto

e tutto il resto è giorno dopo giorno
e giorno dopo giorno è
silenziosamente costruire
e costruire è sapere e potere
rinunciare alla perfezione

ti stringo le mani

rimani qui
cadrà la neve
a breve


N. Fabi, Costruire


martedì 24 aprile 2012

February 2012

"America": you see it in the movies, you dream of it, and then one day you are in it.
After a long long journey you stroll on its streets, and between its buildings, on mirrors, in front of schools you can see its banner waved by the North wind. You take a walk with your nose upward, do your entry into the best music school in the United States and prepare yourself for the audition; you prepare to do your best to have the opportunity to study at the X School of Music; you gather your strength and your hopes, you put your hands on the keyboard and your life in God's hands.


L.G.C.

sabato 17 marzo 2012

Una canción triste oculta por un ritmo alegre: la vecchia imbellettata di Pirandello (grazie Yol!)

Quemaron todas las naves
para iniciar una nueva vida
pagaron cara la llave
falsa de la tierra prometida.
Pero, en lugar del Caribe,
con su bachata, con sus palmeras,
la madre patria recibe
al inmigrante por peteneras.

Y no es bona Barcelona
cuando la bolsa, primo, no sona
y gana el cholo en Madrid
menos que un perro sin pedigrí,
y el mestizo por Sevilla,
va dando cantes por pesadillas,
y, si dos vascos atracan
a un farmacéutico en Vigo
jura el testigo que eran sudacas.

Y cada fin de semana
tiran la casa por la ventana
marcándose un agarrado
en El Café del Mercado
que no es lo mismo que el Tropicana.

Se matan haciendo camas,
vendiendo besos, lustrando suelos,
si pica el hambre en la rama
la tortolita levanta el vuelo.

Y, en plazoletas y cines,
por un jergón y un plato de sopa,
con una alfombra y un Kleenex
le sacan brillo al culo de Europa.

Y, el cuerpo de policía
viene con leyes de extranjería
y, al moro de la patera,
le corta el rollo una patrullera,
y, al mulato sabrosón,
le dan en toda la inquisición,
y, al gitanito, la ola
malaje y paya le quema
el tejadillo de la chabola.

Y cada fin de semana
tiran la casa por la ventana
chilabas y desayuno
de kifi con té moruno
y escriben cartas a la sultana.

Y cada fin de semana
con sus caderas dominicanas,
compadre, una guarachita,
candomde, samba o rumbita...
¿o es que nunca estuvo en la Habana?

Y el coreano currela
vendiendo rollos de plimavela,
y, en bares porno el paquete
de guineano cuesta un billete,
y, al almacén del judío,
van seis niñatos buscando lío,
y el ingeniero polaco
que vino huyendo del frío
ya es mayordomo del tío del saco.

Y cada fin de semana
tiran la casa por la ventana
y, mientras planchan un traje,
su corazón de viaje
se va cantando La Varsoviana.

Y cada fin de semana
queda el negrito
con la ucraniana,
y bailan polca y pasito,
y soplan vodka y mojito
y vuelven trompas por la mañana.


lunedì 20 febbraio 2012

Con le orecchie dell'amore

Il mio supereroe ha super poteri:
è impavido e valoroso,
fa pensieri stupendi,
le sue dita sono d’acciaio,
il suo cuore di panna.

Quando arriva al ventesimo minuto della 111, Beethoven gli poggia una mano sulla spalla.

Il mio supereroe ha gli occhi preziosi e il suo animo è forte.

Il mio supereroe mi protegge, mi riscalda, mi salva.

Il mio supereroe vola sull’oceano verso una nuova avventura
perché a lui piacciono le cose difficili.

Il mio supereroe ha l’abbraccio più bello del mondo
e il suo suono toccherà cuori nuovi.

Il mio supereroe vola via lontano,
ma tornerà a prendermi...

sabato 18 febbraio 2012

Odi et amo. Quare id faciam, fortasse requiris. Nescio, sed fieri sentio et excrucior.

L’orgoglio disse guarda non mi sbaglio 
non ho torto e non mi pento.
La rabbia gli rispose tu sei un pazzo
ma stai attento che ti ammazzo.
La tristezza stava in un angolo
vestita del suo pianto.
L’astuzia non diceva quasi niente
ascoltava solamente.
L’amore diede fiato alla sua voce
e disse solamente...

Pace, cercare solamente un po' di pace
per chi non parla e per chi troppo dice
cosi che ogni momento sia felice
sapessi amore mio come mi piace
quando mi dici ti amo sottovoce
perché la vita sai va via veloce
e viverla con te mi fa felice.
Disegnino scemo 1/n (Febbraio 2009)

La noia fece posto all’abbandono
salutò se ne andò via.
E la paura stava lì a tremare
e disse non è colpa mia.
La gioia saltellando
litigava contro la malinconia.
Poi venne l’odio e disse a tutti quanti
ora andatevene via.
L’amore diede fiato alla sua voce
e disse solamente...

Pace, cercare solamente un po' di pace
per chi non parla e per chi troppo dice
cosi che ogni momento sia felice
sapessi amore mio come mi piace
quando mi dici ti amo sottovoce
perché la vita sai va via veloce
e viverla con te mi fa felice.
Pace, sapessi amore mio come mi piace
quando mi dici ti amo sottovoce
perché la vita sai con te è felice.

giovedì 1 dicembre 2011

La proprietà intellettuale è cosa seria: se dovete farvi il "personal statement", scrivetevelo da soli!

The X School of Music is my ideal of musical academic institution, for its high standards of performance, its philosophy, its history and its prestigious teachers.
X is one of the greatest music schools in the U.S. and the music for it, in cultural affairs, has a place of respect, and that for me, an Italian musician accustomed to seeing downgraded the role of musical culture in his country (despite the big Italian musical history), is really special.
I strongly believe in the vital function of music in society at all levels and all ages, and this led me to organize various musical events in South of Italy, to embroil ordinary people in what to me is a necessity existential.
Even when I taught piano to children I tried to convey to them my passion because children are the audience of the concerts of the future.
I think that music should live among the other Arts because everything can affect what's around, and I did some multisensory experiences collaborating with the Museum of Contemporary Art of Y (Sicily, Italy) and involving an audience often stranger to this sort of performances.
For me, music is a profession and a life style, and X will have a huge weight in both these things, so, I hope to take from your school, but also give it a lot.
Although I already had a good and lasting experience of studying abroad (in Z), I am sure that this will be different, because now I am more mature and motivated, and I would be honored to become part of the variety of students that a school, great as your, can claim in its community.
I love my culture and I am happy that I have received training in Italy, specially by Z, but at this point in my life, my curiosity and my desire for knowledge drive me to try new experiences in a country that has always fascinated me, since I read the flattering words that Italian writers Elio Vittorini and Cesare Pavese wrote about it.
I'm a very active person with strong will and sense of duty for any things that I love to do: study at the X School for me would be a goal for my training and a starting point for my career because I am enough “hungry” and “foolish”!

mercoledì 9 novembre 2011

Fuga a due voci

Cambio pannolini a bambini sotto i tre anni per 3.50 euro l'uno.
Ho una laurea, una specializzazione e un master internazionale in pianoforte.
Dispenso perle di saggezza su richiesta.
Ho una foresta di titoli artistici che non mi faranno insegnare nei conservatori.
Spiego, per soldi, mostre che non vedrò mai per mancanza di soldi.
Suono il pianoforte da dio ma per vivacchiare faccio i siti internet.
Ho imparato ma non posso insegnare.
Ho una foresta di titoli artistici che non mi faranno insegnare nelle scuole medie perché chi li deve valutare "conta" e non sa neanche contare.
Faccio volontariato a tradimento e involontariamente.
Anche se i miei ex allievi hanno vinto dei concorsi pianistici, quest’anno posso fare solo l'insegnante di sostegno perché ho una foresta di titoli artistici (ma nessuna competenza per fare l'insegnante di sostegno).
Ho fatto una bellissima lezione all'università che non mi ha portata da nessuna parte.
Vorrei un micio e uno Steinway.
Ho fatto una bellissima tesi che non mi porterà da nessuna parte.
Ho fatto una bellissima tesi che non mi porterà da nessuna parte.
Mi scrivo e mi leggo da sola.
Organizzo straordinari eventi gratuiti a mie spese per quattro gatti.
C'è voluta una raccomandazione per farmi scrivere articoli per una rivista specializzata, gratis.
Un sacco di gente mi dice "Sì, sì", ma io non "porto" voti.
Vorrei fare la commessa ma sono troppo laureata e troppo adulta.
Ho passato metà della vita a cercare di convincere gli altri che essere pianista è una professione e l'altra metà a cercare di convincermene.
Vorrei un armadio più grande con più vestiti, e qualche vizio da mantenere.
Da piccoli avevamo sogni grandi... poi sempre più piccoli, poi sempre più lontani dai sogni veri.
Non  vogliamo mettere su famiglia, ma vorremmo che questa fosse una libera scelta.
Abbiamo cambiato paese, città, stato, regione, stato, città...
Abbiamo lasciato il sorriso da qualche parte.

lunedì 31 ottobre 2011

Repetita juvant: poveri piccoli fratelli d'Italia

Due anni fa il Ministro Brunetta si esibiva in questo show:


E io scrivevo:

L’Italia è un paese in cui per far conoscere, capire (?), canticchiare, l’inno nazionale, con esso si deve musicare la pubblicità delle calze; dove l’Opera per essere intesa (?) deve essere impartita mediante “Amici di Maria De Filippi”; in cui per far conoscere (?), capire (?), amare (?) la musica classica, devono propinarci Allevi! Ora, come ad un bambino di due anni si simulano le movenze e i rumori dell’aeroplanino per fargli ingurgitare la pappa che non vuole (e il cucchiaio non è certo un aeroplano), così, i poveri piccoli fratelli d’Italia credono che la musica di Allevi sia “classica”, che lui sia un genio, e così ascoltandolo si sentono tanto colti. [...]
Questa è l’Italia che NON SA NIENTE, l’Italia dei tagli alla cultura, l’Italia in cui un ministro parla di Mozart e Vivaldi solo perché ne conosce vagamente il nome e dice ai musicisti di andare a lavorare: a loro, le cui ore di studio giornaliere non hanno nulla a che vedere col loro part-time strapagato, l’Italia che pensa che sulla cultura si possa risparmiare ma non risparmia parole inutili [...]
E poi non si capisce per quale ragione i politici (come Brunetta, appunto, che si era candidato come sindaco di Venezia, pur volendo continuare a fare il ministro) possono accumulare le loro carriere e gli orchestrali non possono fare il doppio lavoro, considerando [...] che per ovvie ragioni, in tal caso, devono dimostrare di essere all'altezza di sopportare un carico che evidentemente chi ci governa sconosce?
[...]

Oggi, se è possibile, va pure peggio, ce lo spiega Emanuele Arciuli su un bellissimo post nel blog del giornaledellamusica.it, a cui mi sento di aggiungere soltanto, ripetendomi, che nessuno ha veramente idea - NESSUNO - di cosa significhi vivere, studiare, lavorare da musicisti, dei sacrifici, delle rinunce, dell’amore per quello che si fa: né voi pupazzi pieni di soldi, né il popolo, che non sa chi è Verdi, ma da qualche giorno conosce Violetta.