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venerdì 23 marzo 2012

Tertulia de mujeres

Oggi è il 125° anniversario della nascita di Juan Gris - importante rappresentate del Cubismo - e proprio ieri sera, il nostro artista spagnolo ha avuto un bel regalo "col nastro rosa": presso la sede di Hispania Asociación Cultural di Bologna, si è svolta la conferenza intitolata Fuori dall'ordine - Le artiste nell'avanguardia spagnola condotta dalla storica dell'Arte Modesta Di Paola, ricercatrice dell'Università di Barcellona, che ha "inchiodato alle sedie" l’uditorio parlando di alcune eccezionali donne e artiste, che nel primo terzo del XX secolo hanno dato un contributo fondamentale alle correnti che in quegli anni si sviluppavano intorno a loro.
Donne che la società non avrebbe voluto pittrici, donne libere ma per troppi anni consegnate all’oblio, che hanno assorbito e rielaborato stili, ci restituiscono testimonianze di partecipazione a una vita culturale di cui erano parte integrante.
Modesta Di Paola, con un coinvolgimento empatico che ha trasmesso ai presenti, ha raccontato vite e opere, narrato colori, gesti e follie di queste artiste extra-ordinarie.
 
¡Feliz Cumpleaños Juan!


Ángeles Santos Torroella,
Bozzetto per "Un mundo", 1929





















martedì 13 marzo 2012

E figl' so' piezz' e core

Lo scorso sabato al MIC, dopo una lunga gestazione, è venuta alla luce una creatura: assomiglia ai suoi genitori (misti), pesa parecchi chili, misura moltissimi centimetri e gode di ottima salute.
È figlia di un sapere antico, di nonne, mamme, sorelle, zie... ha in sé ricordi remoti di chiacchiere intorno a focolari, preparazioni di corredi, viaggi in treno, ma strizza l'occhio alla contemporaneità perché possiede parti post-moderne come le “protuberanze” di kusamiana memoria.


La creatura è nata con un parto cesareo (ci sono voluti i ferri!), è bellissima e ora tutti possono vederla. Si chiama Knitting Relay e aspetta già una sorellina!
Auguri :D

giovedì 26 gennaio 2012

«Non posso, devo studiare»

È meraviglioso l'articolo che Sandro Cappelletto ha scritto su La Stampa tre settimane fa, in occasione del settantesimo compleanno di Maurizio Pollini.
Quel «Devo studiare, il mio mestiere è suonare» riassume un mondo: riassume la connotazione positiva del sacrificio, il suo travestimento, o meglio, la sua vera natura.
Il sacrificio non è qualcosa di negativo, qualcosa che si fa proprio malgrado, una privazione e basta. Il sacrificio non è solo levarsi il pane di bocca, ma sono anche ore, giorni, settimane, anni dalla propria vita, che diventa "sacrificata" di uno sforzo bellissimo!
Dal latino sacrificium ovvero sacer + facere (rendere sacro), il termine ha un'etimologia ben precisa che si sposa benissimo con la vita degli artisti, degli studiosi, di alcuni lavoratori... che rendono sacri emozioni, scoperte, pane...
Non aver ancora finito una cosa, conseguibile a fatica, e pensare già al prossimo durissimo traguardo... Avere il coraggio di non avere amici perché a nessuno piace sentirsi secondi...
«Non posso, devo studiare», è una risposta che sento ripetere, come un ritornello, da dodici (quasi tredici) anni, e che solo chi vive certe persone può capire senza provare un moto di stizza (quasi ira), perché mentre il sacrificio del lavoro, quello manuale, materiale (quello che provoca sudorazione, per intenderci) è davanti agli occhi di tutti, l'altro sacrificio si maschera, perché produce bellezza, e la bellezza offusca la sua essenza. 
Il sacrificio degli artisti per i più non è tale: è una scelta (non è “ppi fforza”) ma se sei un vero artista c'è poco da scegliere... 

mercoledì 9 novembre 2011

Fuga a due voci

Cambio pannolini a bambini sotto i tre anni per 3.50 euro l'uno.
Ho una laurea, una specializzazione e un master internazionale in pianoforte.
Dispenso perle di saggezza su richiesta.
Ho una foresta di titoli artistici che non mi faranno insegnare nei conservatori.
Spiego, per soldi, mostre che non vedrò mai per mancanza di soldi.
Suono il pianoforte da dio ma per vivacchiare faccio i siti internet.
Ho imparato ma non posso insegnare.
Ho una foresta di titoli artistici che non mi faranno insegnare nelle scuole medie perché chi li deve valutare "conta" e non sa neanche contare.
Faccio volontariato a tradimento e involontariamente.
Anche se i miei ex allievi hanno vinto dei concorsi pianistici, quest’anno posso fare solo l'insegnante di sostegno perché ho una foresta di titoli artistici (ma nessuna competenza per fare l'insegnante di sostegno).
Ho fatto una bellissima lezione all'università che non mi ha portata da nessuna parte.
Vorrei un micio e uno Steinway.
Ho fatto una bellissima tesi che non mi porterà da nessuna parte.
Ho fatto una bellissima tesi che non mi porterà da nessuna parte.
Mi scrivo e mi leggo da sola.
Organizzo straordinari eventi gratuiti a mie spese per quattro gatti.
C'è voluta una raccomandazione per farmi scrivere articoli per una rivista specializzata, gratis.
Un sacco di gente mi dice "Sì, sì", ma io non "porto" voti.
Vorrei fare la commessa ma sono troppo laureata e troppo adulta.
Ho passato metà della vita a cercare di convincere gli altri che essere pianista è una professione e l'altra metà a cercare di convincermene.
Vorrei un armadio più grande con più vestiti, e qualche vizio da mantenere.
Da piccoli avevamo sogni grandi... poi sempre più piccoli, poi sempre più lontani dai sogni veri.
Non  vogliamo mettere su famiglia, ma vorremmo che questa fosse una libera scelta.
Abbiamo cambiato paese, città, stato, regione, stato, città...
Abbiamo lasciato il sorriso da qualche parte.