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sabato 5 maggio 2012

Nice to read you


“Vedi Napoli e poi muori”


Vedila bene però, attraverso gli occhi di chi la ama come si ama un figlio bellissimo, intelligente, affettuoso, che però a un certo punto è cambiato, ha preso cattive strade e si è perso...

Leggi Antonio Menna: i post cronachistici, i post narrativi, il post evolutosi in libro, il racconto che sposta la lente di ingrandimento su un personaggio difficile che ha “gli occhi rossi e le palle quadrate”…
Menna usa la scrittura come un fendente che fa male, fino alla morte, come una piuma che fa rabbrividire, come una mano calda su un cuore che batte all’impazzata; leggerlo è come andare su una bicicletta senza freni, in discesa: puoi romperti tutto, o farti solo qualche graffio, ma la sensazione di quella corsa è qualcosa che ti tornerà in mente finché avrai vita.
Che tu sia d’accordo o no con tutto quello che scrive, che tu conosca o no i suoi luoghi, c’è sempre qualcosa che ti crea il vuoto intorno mentre lo stai leggendo: del resto non è necessario conoscere e amare Paganini per capire che la quarta variazione di Brahms è perfetta.

mercoledì 9 novembre 2011

Fuga a due voci

Cambio pannolini a bambini sotto i tre anni per 3.50 euro l'uno.
Ho una laurea, una specializzazione e un master internazionale in pianoforte.
Dispenso perle di saggezza su richiesta.
Ho una foresta di titoli artistici che non mi faranno insegnare nei conservatori.
Spiego, per soldi, mostre che non vedrò mai per mancanza di soldi.
Suono il pianoforte da dio ma per vivacchiare faccio i siti internet.
Ho imparato ma non posso insegnare.
Ho una foresta di titoli artistici che non mi faranno insegnare nelle scuole medie perché chi li deve valutare "conta" e non sa neanche contare.
Faccio volontariato a tradimento e involontariamente.
Anche se i miei ex allievi hanno vinto dei concorsi pianistici, quest’anno posso fare solo l'insegnante di sostegno perché ho una foresta di titoli artistici (ma nessuna competenza per fare l'insegnante di sostegno).
Ho fatto una bellissima lezione all'università che non mi ha portata da nessuna parte.
Vorrei un micio e uno Steinway.
Ho fatto una bellissima tesi che non mi porterà da nessuna parte.
Ho fatto una bellissima tesi che non mi porterà da nessuna parte.
Mi scrivo e mi leggo da sola.
Organizzo straordinari eventi gratuiti a mie spese per quattro gatti.
C'è voluta una raccomandazione per farmi scrivere articoli per una rivista specializzata, gratis.
Un sacco di gente mi dice "Sì, sì", ma io non "porto" voti.
Vorrei fare la commessa ma sono troppo laureata e troppo adulta.
Ho passato metà della vita a cercare di convincere gli altri che essere pianista è una professione e l'altra metà a cercare di convincermene.
Vorrei un armadio più grande con più vestiti, e qualche vizio da mantenere.
Da piccoli avevamo sogni grandi... poi sempre più piccoli, poi sempre più lontani dai sogni veri.
Non  vogliamo mettere su famiglia, ma vorremmo che questa fosse una libera scelta.
Abbiamo cambiato paese, città, stato, regione, stato, città...
Abbiamo lasciato il sorriso da qualche parte.