sabato 15 settembre 2012

Così parlò Teresina: "Mutatis mutandis"



Due anni fa, quando seduta al mio solito posto, con la tv accesa sul mio solito canale, mi preparavo ad affrontare un altro gelido inverno con quelle finestre di carta velina, non sapevo che le avrebbero davvero cambiate non appena avessimo fatto armi e bagagli.

Un anno fa, quando vedevo il tempo che passava senza che nulla mutasse, e il "non fare" era parte di una routine interrotta però da incontri salvifici, non sapevo che avrei avuto un blog né, TANTOMENO, che sarei venuta a vivere negli Stati Uniti.

Un mese fa, quando appena arrivata sentivo la gente aprir bocca senza comprendere altro che parte del senso generico del discorso e qualche suono, non sapevo che avrei riso a battute in inglese davanti a una birra né che avremmo avuto qualche amico pronto ad insegnarci il proprio apparentemente omofono alfabeto.

Qualche giorno fa, quando pensavo che la settimana stava procedendo a gonfie vele e che nel finesettimana avrei aggiornato tutti di questo, non sapevo che questo post sarebbe stato pervaso da uno strano senso di malinconia, non interamente giustificabile.

Forse è la pioggia, che amo, e che mi riporta indietro: mi riporta a casa, a quelle che ho considerato "casa" ogni volta, e alle persone...
Forse è la velocità con cui in un mese sono passata da estate, a estate +++, a autunno, che tira giù nel sifone i miei capelli, giù dalla bilancia i miei chili, e giù dai miei occhi un paio di lacrime.

Post tristi, pioggia e lacrime sono utili, però. Lo so.
  
 
















 



venerdì 14 settembre 2012

L.B.J.







 ... On the corner is a red bus with a bike carrier,
the little children wait at it under the porch,
and all the people never wear the pants in the pouring rain.
Very strange!
"El Bi Gei" is in my ears and in my eyes,
wet beneath the blue suburban skies.
I sit and meanwhile I think...

domenica 2 settembre 2012

Il pollo del mare

Lo so, è vergognoso: con tutte le cose che devo fare in questo lungo week end [lunedì - grazie a Dio - è il Labor Day (ma io, oltre ad attività pseudo-casalinghe, devo studiare come spiegare ai ragazzi americani la grammatica spagnola in inglese :-O)] ho il coraggio di starmene seduta a scrivere!? Sì.
Intanto perché abbiamo finalmente le sedie su cui sederci e il tavolo su cui appoggiare i computer, poi perché mi andava questa visione schermo-bucato-cielo: vedere sventolare i nostri panni stesi sul balcone mi da delle certezze, perché sono sempre i nostri vestiti, gli stessi che mettevamo in Italia, mentre TUTTO il resto è radicalmente mutato.

- Prenotare la fermata sul bus: diverso.
- Il bus: diverso.
- I sapori anche delle cose uguali: diversi.
- La pubblicità del tonno: altro che "si taglia con un grissino"!!! Qui il tonno è orrendamente definito "il pollo del mare". Giuro! Se c'è una cosa che mi ricordo delle lezioni di Economia è che l'offerta dipende dalla domanda (o giù di lì) e a una popolazione che non considera pasto ciò che non contiene carne, come glielo vuoi vendere il tonno se non così?
- Il concetto di "bisogno primario": diverso.
- Il caldo: diverso.
- I sistemi universitario, sanitario e della pubblica sicurezza: diversi.
- Il concetto di pedone: cos'è? Ahhh, ma sono quelle stranissime persone che per ragioni oscure camminano senza macchina? In effetti non li ho mai capiti... Dite che in altri posti sono più diffusi? E che addirittura si dipingono delle strisce bianche sull'asfalto per facilitare e rendere più sicuro il loro passaggio? Cose da pazzi!!!
- Il prezzo degli alcolici: diverso.
- La gradazione alcolica riportata sugli alcolici: non c'è. Non sia mai che a qualche ragazzo di 20 e 11 mesi, armato e al volante di un macchinone da cinque anni, venga in mente di bere una birra proprio scoprendo che è diversa da un superalcolico!
- I piani tariffari: diversi.
- La gentilezza: diversa.
- Il concetto di "bello", "grande", "buono"... : diversissimi.

Ma c'è una cosa più diversa di tutte le altre, un'ebbrezza, che in Italia personalmente non ho mai vissuto: avere un lavoro.
Nessuno mai in Italia mi ha detto: - Vieni, se vuoi lavorare fai pure, dimostrami quello che sai fare e io ti pagherò per questo! - Neanche chi avrebbe potuto e dovuto fidarsi di me, di quello che amavo fare, della mia buona volontà... neanche gratis (è troppo facile dire "che peccato", dopo)!
Questa è in assoluto la cosa più nuova per me: mi fa paura, è impegnativa, ma non è frustrante come passare giornate intere a chiedersi cosa si sta sbagliando nella ricerca di un'occupazione.

To sum up: lavoriamo e studiamo a pochi metri l'uno dall'altra, per e nella stessa istituzione, per e/o con persone che ci apprezzano [(e per quanto mi riguarda, ancora senza un vero perché (a Luca si sa che basterebbe sedersi a un pianoforte per far cadere ai suoi piedi perfino LBJ in persona, buon'anima)]; siamo molto occupati e preoccupati; sentiamo la mancanza di parecchie persone (anche di quelle che non vedevamo tanto spesso); abbiamo molto caldo fuori e molto freddo dentro gli edifici, stiamo spiegando ai nostri stomaci che non è il caso di fare tutte quelle storie (e male che vada c'è sempre il 911); e facciamo la raccolta differenziata, persino in Texas!!!

I gotta go: see you soon!

P.S. ... e come la mia amica scienziata, anch'io starò "in lab", ma senza fare "misure".
P.P.S. I genitori nella web cam sono troppo forti!!!

 



lunedì 27 agosto 2012

Perché la Coca Cola da un litro e l'acqua da 0.20?


Troppo strano questo mondo, troppo diverso: come dice mia nonna "a cas'e diaulu" o "unni persi i scarpi u signuri" siamo finiti!
I giorni sono volati via veloci, e dopo un viaggio tanto lento sono sembrati ancora più celeri, come quando sei all'acquapark, sullo scivolo più alto, e prima di andare giù in picchiata lo scivolo ti fa fare un lento movimento in salita.
Dieci giorni fa per noi faceva giorno a San Marcos e dopo un viaggio infinito ci ritrovavamo seduti su un gradino sconosciuto ad aspettare che qualcuno aprisse un uscio mai visto prima: casa nostra.
Un giorno stanco e sudato, aggravato dalla mancanza delle nostre valigie all'appello, dall'inglese, dai dollari, dai pollici, dalle miglia, dai gradi Farenheit, dalle once... dalle cose di cui da turisti non ci si preoccupa.
Un giorno-catapulta: senza conforto e senza mutande pulite.
Poi le valigie e le mutande sono arrivate, e lentamente lo sconforto ha lasciato posto alla sorpresa, poi di nuovo sconforto e ancora sorpresa.
Sono trascorse giornate, serate, nottatacce; ci sono state spese, ricerche di qualunque tipo - dal cibo ingurgitabile al trasformatore di energia - camminate, sfuriate, placement test come se piovesse, e soprattutto ORIENTATION: orientation a go go!!!
Questo fine settimana le nostre testoline fumanti hanno fatto capolino da montagne di scartoffie, codici, gadget e "menate" varie per stabilire un contatto con meravigliose consuetudini: le pulizie, il computer, il telefono e il pianoforte!
Domani inizia l'anno accademico, le beghe burocratiche non sono ancora finite, ma ora abbiamo stoviglie e suppellettili; tavolo, sedie e materasso stanno arrivando, e soprattutto abbiamo una cosa molto importante che è comparsa in noi da pochissimi giorni: una vaga idea.
Prometto post più positivi in seguito, per ora enjoy our photos!













martedì 21 agosto 2012

Avere parecchie ore di attività di fronte quando tutti quelli che ami sono già a letto da un pezzo

Stress preprepartenza
Inattività cerebrale
Penny Lane
Stress prepartenza
Saluti strazianti anni '30
Problemi tecnici al sistema di frenaggio
Perdita coincidenza con imprecazioni
Impiegata Alitalia zoccola che non vuole trovare una soluzione
Impiegata Alitalia molto cara che trova alternativa
Imbarco per JFK
Lungo volo con allungamento del ferragosto
A sort of lunch
NY
Attesa
Attesa
Attesa
Nuovo imbarco e nuovo volo
Benvenuti in Texas da Bob & Pamela
Mancato ritrovamento dei bagagli sul nastro con imprecazioni
San Antonio-San Marcos in taxi
Arrivo a San Marcos con attraversamento pedonale di Bambi
Azz! L'appartamento è chiuso! Ma non dovevano lasciarcelo aperto?
Attesa 
Attesa
Attesa
Home sweet home?
Caldo tipo casco da parruchiera su tutto il corpo
Un campus mai visto
Una stanchezza mai vista
Bagagli ancora in volo
Abbigliamento di fortuna
Uno scaffale di cereali mai visto
Un bicchiere di Coca Cola mai visto
Aria condizionata tipo reparto surgelati della Coop
Raccoons
Cockroaches volanti
Speady Gonzales
La mamma di Bambi rediviva
Bobcats con gli stivali
Chip e Chop
Azz! 300$ di spesa
Azz! La birra costa troppo qui
Catapecchie orripilanti e macchinoni
Sentirsi vicini
Sentirsi lontani
Where are you from? Italy? Ohhh!
In due è tutto più facile...

CAUTION
Questo potrebbe diventare un diario di viaggio, o anche no.

mercoledì 4 luglio 2012

Il "borsone" di Higgs


Diversi inverni sono finiti in un enorme trolley col manico rotto.
Diversi ricordi e diverse taglie, diversi stili e obbrobri.
Nevicate, week end felici, viaggi, natali, attese alla fermata, burrasche, corse per le scale, bucati stesi dentro per giorni, accostamenti fatali...
Regali ricevuti e strausati, acquisti amati ma per poco indossati perché non mi si sono più “chiusi” addosso senza diventare pericolosamente esplosivi.
Vestiti riciclati, o vecchi di anni, comprati a Catania alla “fera ‘o luni” che ancora “campano” e fanno la loro porca figura...
Vestiti rovinati dalla macchina o dall’uomo :)
Giubbotti così rigidi che non s’abbottonano, cappelli colorati e/o infeltriti, scaldamuscoli e lavori certosini di nonne d’altri tempi…
La maglia turchese del secondo viaggio in Olanda, la giacchetta a pois coi bottoni preziosi - troppo fashion - messa per invernali occasioni post-moderne, i pantaloni dei figli dei fiori, che sia per la taglia che per il fatto che sono arrivata ai 30 in day hospital, ormai “mi sono nipoti”, vestitini improbabili che continuo a mettere senza alcuna ragione, cause di dismenorrea per l’ipotetico avvento di Enzo Miccio nel mio guardaroba, abiti usati come divisa: SEMPRE SEMPRE quelli!
Il primo reparto, quello invernale, è stato svuotato: si prosegua con le scene da un trasloco!

P.S. Non ho idea di come si sia chiusa la valigia… è un fenomeno che sfida davvero le leggi della fisica: sarà stato il bosone di Higgs a tenere tutto insieme!