martedì 10 aprile 2012

Rĕcensĕo, rĕcenses, recensui, recensum, rĕcensēre (Agosto 2011)

Sogno di una notte di mezza estate ovvero Travolti da un insolito destino

Nella Sala degli specchi della Corte Capitaniale di Caltagirone, su iniziativa del MACC, fino alla sera di ferragosto, Santina Grimaldi e Salvatore Zimone hanno esposto pensieri raggrumati e variopinti in A midsummer night's dream. Nel testo di presentazione, il direttore dei Musei Civici e curatore della mostra Domenico Amoroso ha parlato di “visionarietà artistica metamorfica”, poiché questi due artisti, di diversa formazione, astrazione e illustrazione, differenti ma vicinissimi per poesia, hanno presentato, nel riuscitissimo allestimento rustico-circense, un lato della loro produzione che è di piccolo formato (disegni su taccuini per lui e sculturine di argilla per lei) ma grande fantasia: gli omini di Zimone che adattano le loro pose al foglietto e guardano assorti un mondo troppo stretto, con la testa piena di pensieri, a volte leggeri come palloncini, altre pesanti come il dito coercitivo di alcuni di loro, rappresentano un’umanità colorata e funambolica; i micro mondi della Grimaldi sono pieni di personaggi talvolta romantici, talvolta mostruosi, insetti e fiori sospesi su traballanti fili metallici che si compiacciono del proprio equilibrio precario… Un’esposizione fresca e sognante come una notte di mezza estate!

sabato 7 aprile 2012

Las cosas del querer

eho eho lallò chist’è u’ bedu da’ nonna so’
e se ‘stu figghiu nun voli durmìri
quanti curpuzzi ‘nno culu c’avìri

Ho sognato mia nonna che cantava una nenia di quelle che propinava ai miei fratelli, a me e ai miei nipoti quando eravamo piccoli, tenendoci stretti al suo seno a due piazze e mezzo. Sono andata nella stanza da cui proveniva il canto mossa dalla curiosità e ho trovato lei che teneva in braccio un bimbo bellissimo e l’ho preso. Era tutto rosa, morbido e profumato; non so di chi fosse, di sicuro era di famiglia ed era intelligentissimo, infatti un giorno mia sorella me lo ha portato sul seggiolino (avrà avuto al massimo sei mesi) e mi ha fatto vedere che aveva un tablet e usava il touch screen meglio di Steve Jobs: questo testimonia che di sicuro non era figlio mio!
La mia unica creatura è nata una primavera di tredici anni fa e oggi diventa “teen-ager” perciò non ha più bisogno delle ninne nanna della nonna, ma che lei vigili sulla lunghezza delle sue gonne… <3

Disegnino scemo 2/n (Giugno 2007)

Sigmund, corrimi in soccorso!!!

venerdì 6 aprile 2012

Gratta e vinci

Toccare il fondo e trovare la motivazione è roba da americani: loro hanno un forte bisogno di motivazioni per qualunque cosa facciano, e se non ce le hanno se la creano.

Da brava casalinga, mi capita spesso di lasciare la TV accesa a ruota libera, e di solito, si riaccende sullo stesso canale su cui s’è spenta. Su Real Time fanno una serie di programmi americani o filo-americani e, che si tratti di obesità, educazione dei cani, gestione di ristoranti o saloni da coiffeur, il copione è sempre lo stesso: all’inizio la situazione è tragica, c’è sempre un persona con una ottantina di chili di troppo, o una famiglia i cui cani evacuano allegramente sul letto dei padroni, oppure gestori di ristorante dalle dubbie condizioni igienico-sanitarie, o parrucchieri che si sono laureati in potatura con Luca Sardella…
Queste persone sono generalmente disperate perché hanno una prospettiva di vita molto breve, perché sono i cani a portare loro a spasso col guinzaglio, o perché hanno i creditori alle calcagna, ed è a questo punto che subentra il classico HERO (yeah!) che risolleva le sorti di questi poveracci dando loro una semplice cosa: la MOTIVAZIONE.
Questi ogni giorno si guardano allo specchio, o vedono tornare indietro piatti su piatti, o vedono i loro saloni vuoti, ma hanno bisogno di un Gordon Ramsay, per esempio, per accorgersi che tutto sta andando a puttane e dire: mò basta, RIGHT NOW!
Così tutti si mettono a lavoro, realizzano che mangiando come i porci si ingrassa, e che bere dalla stessa scodella del cane non è igienico, che il ristorante andrà sicuramente meglio se gli ingredienti saranno freschi e se - udite udite - chi li cucina sa cucinare…

In Italia hanno provato a fare un programma, Fratello maggiore, incentrato sulle stesse boiate, che è ovviamente un’autentica patacca, anche perché noi siamo meno credibili in queste cose, specialmente se l’eroe della situazione è un ex-tronista di Maria De Filippi (niente di meno)!

A noi ci mancano le motivazioni, ci mancano gli eroi e ci mancano pure i soldi (io l’unico vizio che posso mantenere è mangiarmi le unghie perché ricrescono gratis :D)!
Gratta gratta ci siamo affezionati al fondo: non è l’ideale dell’ostrica, ma quello della cozza. YEP!

lunedì 2 aprile 2012

Enzo Miccio docet

Potenza, lunedì 1/4/2002

Eccomi sdraiata sul letto dell'albergo "L'inchiostro delle amiche mie", nel letto accanto c'è il mio fratellone che domani si sposa.
Sono stanchissima, l'altro ieri siamo partiti alle 4.30 del mattino e io ho approfittato per studiare, non sono andata a letto affatto e alle 3.10 ho svegliato tutti. Per fortuna ho finito tutto il manuale di Linguistica, così posso godermi queste giornate, perché so che non si ripresenterà più nulla di simile.
Però il mio amore mi manca tanto :( chissà lui che farà stasera… vorrei tanto che fosse qui con noi: gli piacerebbe, ne sono sicura!
Non mi capiterà più di dormire nella stessa stanza del mio fratellone "scapolo"! Questa è l'ultima notte da signorino per lui: è qui accanto che russa e io gli voglio tanto bene… Sogni d'oro!

Com’ero "guagliona"… non sapevo ancora che ai matrimoni non ci si veste di nero: ora lo so, ma continuo a far danni...
Com'erano alti i miei tacchi, che bella giornata è stata quella e com'era giovane il vostro amore… dieci anni dopo è ancora meraviglioso, però io ora scrivo meglio, mi pare  :)

Auguri ragazzi!

sabato 31 marzo 2012

20 passi verso il cesso

/Stessa storia, stesso posto, stesso bar… e che è ‘sto bar? Un ricettacolo di gente assurda?/

Ho davanti il mio caffè, stavolta shakerato /fa caldo/ e le fotocopie: sono intenta nella lettura quando con la coda dell’occhio noto che una persona sopraggiunge fino a fermarsi ad una distanza eccessivamente ridotta da me. Alzo lo sguardo.

- Mi dica.
- Vorrei la sua sedia, sto aspettando il mio ‘moroso!

/nel senso che non paga l’affitto?/

È bionda, non è brutta, ma è strana: sarà sulla cinquantina, ha il rossetto rosa shock fuori dai bordi, i tacchi a spillo, i pantaloni attillati e la maglietta stretta e corta dai quali fa capolino una “panza” che mi fa sospettare uno stato interessante.

/Perché mai vorrà proprio la sedia su cui ho poggiato la mia giacca con tutte quelle libere che ci stanno intorno? [...] Figurati se questa aspetta un fidanzato!/

Tolgo la giacca dalla sedia e me la poggio sulle ginocchia.

- Grazie!
- Si figuri...

La Venere si siede accanto a me e inizia una telefonata con una sua amica con la quale parla tanto forte che perfino il Nettuno in piazza sa i fatti suoi.
Cerco di concentrarmi su Sauer, la Berkeley, il cultural turn, e questa parla, urla, gesticola.

- Ma vieni qua, valà! /forze uguali e contrarie/ e mi racconti tutto… ma hai detto che ti ci ho mandato io? Ma hai fatto il pacchetto drenante? Ma come, vai a Saturnia per fare solo i massaggi? /quanto t’ho pensato Niccolò/ Ma te sei scema!?

Parla di cose da ricchi e tutto quello che dice contraddice i modi con cui le parole escono dalla sua fogna.
A un certo punto chiude e fa un cenno con la mano a qualcuno a venti passi da lei.

/Ma allora ce l’ha davvero il ragazzo? Pazzesco!!!/

Vedo avvicinare un uomo alto un metro e quaranta, con lunghi e ondulati capelli unti coperti da una bandana, un giubbino di jeans coperto da un gilet trapuntato e degli stivali da cowboy con tanto di speroni; lasciando una scia di Mennen si viene a sedere accanto alla sua bella e tira fuori un chilometro di lingua per salutarla.

/*ì_+^°§/

Io bevo il mio caffè e leggo, anzi, a questo punto sto già fingendo e prendo appunti sullo scontrino per questo post.

- Amore stasera voglio un carpaccino o una tartare, lo fai tu che io mi devo fare una maschera al cetriolo?

Il Nettuno sghignazza allegramente.

- ‘Scolta, poi dobbiamo vedere quel film bellissimo, che ha vinto gli Oscar e l’hanno visto tutti, con quell’attore morto, poveretto, come si chiama? Pep Swè!

Cosgrove, Birmingham, Duncan possono attendere…

- Sai che la Vanna m’ha detto che su questo telefono posso usare Scaip? Però mi manca la foto: me la fai adesso?

L’Adone inizia a prendere la mira e lei a provare pose plastiche.
Io colgo i loro movimenti ma non posso girarmi a guardarli, quando decido di andare a studiare da un’altra parte, mi alzo per mettere la giacca e nella torsione riesco a vedere bene cosa stanno facendo: lui mette a fuoco l’immagine al di là dell’obiettivo della fotocamera del telefonino di ultima generazione, mentre lei, dall’altra parte, gli tiene ferma la fototessera di una giovane e avvenente donna!

Il grande quesito di tutta la mia vita è sempre lo stesso: CUR?

sabato 24 marzo 2012

20 passi verso il successo

Che culo!
Quante probabilità c’erano di capitare a sedere accanto a due individui pittoreschi al bar e sentire i loro discorsi? In realtà, in Italia, tante, visto che sono due tipologie frequentemente riscontrabili nel Bel Paese.

Benvenuto nella nostra grande famiglia, ti stavamo aspettando da un pezzo!!! Tu adesso sei un distributore FitoFito!
Qui c'è tutto: spilla, cartelletta, borsa, manuale… perfino il videogame dei prodotti! L'ha fatto uno scienziato bravissimo!
Sai quant'è difficile aprire un'attività all’estero? Ma adesso puoi perché questi sono prodotti internazionali!
È importante fare una colazione equilibrata….
Firma qui... Firma qui… Qui e qui.

Questo dice il minchione n. 1 (giacca e cravatta).
Il n. 2 (sopracciglia molto molto definite):

Quindi torno a scuola!?!? Questo lo inizio a leggere stasera…
 uQ
E l'altro:

I giocatori più forti del mondo usano i prodotti FitoFito, e anche i Premi Nobel!(?)
Guarda questo: è fantastico…

E mostra una montagna di carta impunemente sottratta ai bidoni blu dell'Hera, che reca il titolo "20 passi verso il succeso"!
E pensare che poco prima mi ero entusiasmata per una deliziosa mostra in atto nella piazza coperta verso cui si affaccia anche questo bar: una piccola mostra sul libro illustrato intitolata Ad occhi aperti.

Minchia! Cosa odono le mie orecchie?

Si inizia con 1500 euro al mese, lavorando part-time, e dopo pochi mesi si arriva a quadruplicare la paga!!! 

Ma che campo a fare? Perché non ci ho pensato prima a diventare distributore FitFito?? Altro che perdere tempo a studiare le lingue, fare concorsi, inserirmi in graduatorie…
L’ALOE VERA è il futuro!!!

... illustrazioni come quelle che trovavo in alcuni libri da bambina, anche nel libro di lettura, e mi catturavano più delle parole: figure tondeggianti, colorate, senza profondità e con pochi tratti distintivi. Le ho riviste oggi e mi è venuto uno di quei tuffi al cuore che non si possono definire che con esempi…

Mi piace 'sta valigetta qua!

È tosta! Metti sempre anche la spilletta, mi raccomando!

… tuffi al cuore come i primi giorni di settembre, quando arrivavano i testi e il cartolibraio telefonava per dire di andarli a prendere, e io li spacchettavo e me li sniffavo.
Tuffi al cuore come l'attesa dopo aver composto il lungo codice della scheda telefonica internazionale e il numero, come la visione dell'Adorazione dei Magi di Leonardo, come il Van Gogh Museum, come il primo di Brahms e il secondo di Rachmaninov, come la versione di latino fatta bene, come le lezioni di spagnolo, come il dottore che esce da una porta e dice che è andato tutto bene.
Tuffi al cuore come le passeggiate in moto di una primavera lontanissima, come una sedia a dondolo davanti all'Etna in una notte d’estate al pistacchio, come pic-nic creativi e pomeridiani cappuccini ragusani, come le nutrie.
Tuffi al cuore come notti insonni di un ragazzino che vuole dormire con la vecchia zia nonostante russi...

Mannaggia! Minchione n. 1 e minchione n. 2 vanno via: l’uno troppo pieno di sé per vedere il pieno di illusioni che ha pompato dentro la testa totalmente vuota di quell’altro.

Tuffi al cuore come: "Oh Dio, mio padre mi scopre col ciuccio"!
Tuffi al cuore come: "Oh Dio, mio padre mi scopre in Olanda"!
Tuffi al cuore come: "Oh Dio, mio padre mi scopre..."!
Tuffi al cuore come Bohemian Rhapsody, come Tutta la vita d’avanti, come Se Steve Jobs fosse nato a Napoli.
Tuffi al cuore come il bagno di notte in una spiaggia nera anche di giorno, come Pietro Moroni, come il treno che si lasciava alle spalle il mare, il porto, i vecchi che giocavano a carte, come questa città che puzza di pipì (o peggio), ma ha colori, scorci e raggruppamenti umani impareggiabili.
Tuffi al cuore come la proclamazione: in nome della legge ti dichiaro dottoressissima!!! Viva vivaaaa!!!
Ne ho viste un sacco oggi "capuzzelle" coronate d’alloro, ignare delle loro prossime geremiadi e di tutte le volte che faranno INVIA INVIA INVIA… AGGIORNA AGGIORNA AGGIORNA… e al posto di risposte legittime troveranno newsletter di Feltrinelli, Hoepli, Libreria Universitaria, Groupon, Groupalia… FitoFito?!?!

venerdì 23 marzo 2012

Tertulia de mujeres

Oggi è il 125° anniversario della nascita di Juan Gris - importante rappresentate del Cubismo - e proprio ieri sera, il nostro artista spagnolo ha avuto un bel regalo "col nastro rosa": presso la sede di Hispania Asociación Cultural di Bologna, si è svolta la conferenza intitolata Fuori dall'ordine - Le artiste nell'avanguardia spagnola condotta dalla storica dell'Arte Modesta Di Paola, ricercatrice dell'Università di Barcellona, che ha "inchiodato alle sedie" l’uditorio parlando di alcune eccezionali donne e artiste, che nel primo terzo del XX secolo hanno dato un contributo fondamentale alle correnti che in quegli anni si sviluppavano intorno a loro.
Donne che la società non avrebbe voluto pittrici, donne libere ma per troppi anni consegnate all’oblio, che hanno assorbito e rielaborato stili, ci restituiscono testimonianze di partecipazione a una vita culturale di cui erano parte integrante.
Modesta Di Paola, con un coinvolgimento empatico che ha trasmesso ai presenti, ha raccontato vite e opere, narrato colori, gesti e follie di queste artiste extra-ordinarie.
 
¡Feliz Cumpleaños Juan!


Ángeles Santos Torroella,
Bozzetto per "Un mundo", 1929