domenica 14 febbraio 2016
mercoledì 10 febbraio 2016
iSonn ®
Sul maggiore quotidiano di Miami ieri è uscita questa notiziona: UM ha acquistato due "ricaricatori di persona" alla modica cifra di 9000 $ l'uno affinché ogni studente stremato, anziché annegare nel caffè la propria stanchezza, si faccia una rigenerante pennica da 20 minuti.
Ebbene, sono mille le cose che avrei da dire sui 20 minuti, sui 18000 $, sul sonno americano, sul caffè americano... ma invece mi taccio perché devo aiutare #miomarito a scrivere una recensione di un concerto che però non parli di musica whatsoever: questo dice il bando che il donatore di 1000000 $ ha stilato per DARE VIA 5000 $ (!) #contentiloro
Ebbene, sono mille le cose che avrei da dire sui 20 minuti, sui 18000 $, sul sonno americano, sul caffè americano... ma invece mi taccio perché devo aiutare #miomarito a scrivere una recensione di un concerto che però non parli di musica whatsoever: questo dice il bando che il donatore di 1000000 $ ha stilato per DARE VIA 5000 $ (!) #contentiloro
sabato 30 gennaio 2016
Vivo quindi scrivo: hell yeah!
Carusi carusiedi (cit.): viva sugnu!
Oggi #miomarito, con il quale ieri abbiamo fatto sei mesi di
famiglia tradizionale e 17 anni dal primo bacio non tradizionale, lavora tutto
il giorno, e pure domani, per arrotondare (il classico "rattidduzzu",
if u know what I mean).
Io, invece, sto a casa e ho in programma una lavatrice/asciugatrice (per un totale di 4 dollari, #addapassanuguaienir
#addunocociosole), pulizie, una cucinata mentre butto un occhio a Nashville, molto studio e lavoro. La
settimana si preannuncia piena di riunioni, classi, e pagine, pranzi di lavoro e pranzi da saltare, e per sant'Agata (#tuttidevoti)
saranno 2 mesi esatti al vomitevole esame... altra ragione per cui maggio* sarà uno dei miei mesi preferiti quest'anno.
Continuando a sforzarmi di concentrarmi sul bicchiere mezzo pieno: la mia amica museo <3 per
sentirmi vicina (che dolcina!), mi ha chiesto di mandarle la foto di quello che
si vede dalla mia finestra, la foto dell'università, la foto delle piante, la
foto del mio posto preferito a Miami, la foto di una mia classe, e una foto
insieme a #miomarito. Mi ha anche dato un termine massimo entro il quale
mandarle le immagini: mercoledì. Fino a oggi ha piovuto, quindi le foto da
esterno non sarebbero venute bene... e data le nostre facce, manco quella di
famiglia da interno. La classe: mi punto un reminder per fotografarla quando
l'ultimo studente se n'è andato, se no dicono che la prof è no cool! Ma veniamo
al posto preferito: ho già chiesto se può essere il letto e lei ha risposto no.
Allora il divano!? No... Amica mia, io qua a Miami posti preferiti non ne ho,
in Texas ce ne avevo diversi, ma qui solo posti spreferiti finora, perché il
dottorato qui è come fare un figlio ma senza figlio, senza batuffolini morbidi
e profumati che ti sorridono. È pieno di notti in bianco e metaforici pannolini da
cambiare, coliche mentali e mancanza di tempo per renderti presentabile o telefonare a
un'amica, ma senza “pucci pucci e bau bau”, senza piedini paffuti o “quant'è duci”, “ha
preso da te”, “no da te”, “awwwwwwww”! Pero, amica museo, qualcosa m'inventerò!
Ora, passando all'argomento del giorno, dall'alto della mia
novella posizione di esponente della sedicente famiglia naturale, volevo fare
una considerazione sui miei simili: io ho conosciuto tante famiglie
tradizionali, del mulino bianco, normali insomma, e tra queste, una è formata
da un padre, una madre e due figli. Normalissimi. Il padre lavora 15 ore al
giorno per potersi permettere una bella casa e una bella macchina. La madre lo
aiuta sia lavorando con lui, che lavorando in casa, che avendo un altro
part-time. Per queste ragioni, i figli non passano molto tempo insieme ai
genitori - soprattutto col padre - eccetto quando, raggiunta un'età
sufficiente, iniziano ad aiutare nell'attività commerciale famigliare. La loro
vita è fatta di questo. A livello economico non manca nulla, e anche se a
livello affettivo si vanno creando lacune più o meno grandi date da
disinteressamento e assenze in momenti cruciali, i figli sanno che quella è la
normalità e la accettano di buon grado. Anche la mamma accetta e apprezza le
poche ore che il marito dedica alla famiglia e a lei come qualcosa di
necessario, lo sostiene e lo protegge da alcune male lingue che si sono create
su di lui in paese. I paesani, gelosi del suo successo, infatti, sostengono che
nelle 15 ore giornaliere di lavoro (sabato e domenica inclusi), l'uomo riesce a
trovare il tempo per farsi svariate amanti, anche minorenni. Ma tutto sommato,
molti di loro pensano che un po' di svago sia anche meritato per un uomo che
lavora come un cane per mantenere la normalità della sua famiglia.
Quando uno dei figli lo scopre in atteggiamenti
inequivocabili con una sua (del figlio) coetanea, inizia a pensare che forse la
sua famiglia tanto normale non è. Quando il fratello minore si vede sottratto
il diritto allo studio perché non parteggia per la normalità che questo bravo
padre di famiglia aveva creato con tanta fatica e voleva mantenere a tutti i
costi non pensa che questa famiglia tradizionale funzioni. Quando si scopre che
quella è solo la punta dell’iceberg e anche la moglie, dopo essersi
accontentata degli avanzi per tutta la vita, decide che non è il caso di
continuare con una farsa che tutti vedevano chiaramente tranne lei, allora
questa normalità si infrange.
Questa era una famiglia tradizionale, una delle tante,
formate da: padre italiano, madre italiana, amante rumena, amante rumena,
amante italiana, figlio italiano, figlio italiano.
Ma come sono cresciuti questi figli? Com'è andata? Uno se
n'è letteralmente scappato dall'Italia per non dover vivere nello stesso paese
che aveva ospitato non menzionate situazioni di assurdità in numero crescente,
cercando di costruirsi da capo. L’altro è rimasto con la madre, intraprendendo
gli studi universitari osteggiati dal padre nonostante la sua indiscutibile
propensione. Entrambi combattono ogni giorno con la loro rabbia repressa che a
volte raggiunge vette non normali. Nessuno di loro riceve il mantenimento
perché il mancato perdono non è stato accettato come normale, neanche a fronte
della totale assenza di presa di responsabilità e assunzione di colpa. Nonostante questo, la madre si dice - a ragione - estremamente orgogliosa della famiglia completamente scoglionata che ha oggi e che preferisce la pulita e incerta quotidianità dei suoi figli (e la propria) alle false certezze di un tempo.
Oggi tante famiglie, com'era questa, stanno manifestando
contro l'incapacità di famiglie non tradizionali, non naturali e non normali di crescere dei figli in un
ambiente sano, perché le figure genitoriali (per forza due e per forza una maschile e una femminile) sono esempi e perché i figli non debbano
subire traumi.
Adesso, giurando di non usare la parola n@^§#°e e i suoi derivati per qualche mese, vado a creare i presupposti per non essere vinta dal sonno americano fatto di educazione modulare e compravendita del proprio tempo, e per non maledire quella rara volta che mi parte la tastiera!
* Oggi è Santa Martina! #sapevatelo
* Oggi è Santa Martina! #sapevatelo
sabato 5 dicembre 2015
New policy: we are no longer accepting idiots
che soddisfazione! ho appena eliminato la richiesta d'amicizia di uno che non conosco ma con cui ho molti amici in comune. di solito non rifiuto l'amicizia a nessuno su fb - a meno che non si tratti si spam palese - neanche a gente che nella vita reale non è mia amica, né potrà mai esserlo. sotto determinate circostanze accetto anche dei non conoscenti. ma stavolta, ho dovuto rifiutare perché facendo un giretto sulla bacheca del signore non ho trovato altro che odio razziale e luoghi comuni gretti. purtroppo riscontro la stessa tendenza in un discreto numero di post che i miei "amici" condividono quotidianamente, ma quando ho accettato la loro amicizia: a) non lo sapevo con certezza, e b) ora mi scoccio di eliminare a uno a uno tutti quei contatti che si limitano a un certo livello di assurdità - malcelata, ma pur sempre contenuta - quindi li ignoro e basta. il tempo di fare "elimina" lo perdo solo per quelli che rasentano la miseria mentale. ad ogni modo, questa persona sulla sua bacheca non ha altro che cose riassumibili con "questa è la mia patria, tornatevene al vostro paese, siete tutti terroristi, lucarie' te piace 'o presepe?*", ma così: a c@zzo di cane! perciò ho provato una certa ebrezza a cliccare su "elimina richiesta"... del resto questo è il mio profilo, quindi te ne puoi tornare nel tuo, no? non mi serve un agente inquinante in più, già devo sopportare persone che almeno una volta a settimana si lamentano di gente che scrive "avvolte" per dire "a volte", e si prende il disturbo di spiegarlo così:
sulla questione #siciliaisoladimerda, ieri pensavo - a ragione - che dopo le dichiarazioni di vecchioni, la sezione "conterranei" dei miei "amici" su fb avrebbe cominciato con certi post da scompisciarsi dal ridere sul cattivissimo cantautore e le nostre stupendosità che proprio loro ignoravano fino a 5 minuti fa. oppure tutti a dare ragione a lui perché effettivamente, il mio vicino, il mio compagno di banco, il mio coinquilino, sono dei siciliani che fanno della sicilia il modello negativo che è. io no però: attenzione! penso a daverio e a quando ha detto che a noi basta dire che siamo pieni di storia fin sopra i capelli per esaurire ogni forma di dovere o responsabilità nei confronti della stessa...
però, pure vecchioni: è come se uno, per esprimere un giudizio su questa minchiata che ha sparato, lo definisse un cantante di merda... mica l'ha detto cantando!
adesso vado, che tra poco comincia il recital di "mio marito", al quale ho promesso davanti a una settantina di persone e la statua di bellini che lo avrei amato anche in prossimità dei suoi concerti.
vi lascio con parole che racchiudono lo stato d'animo da "buttamento di sangue" da fine semestre:
"avvolte" e una cosa è "a volte" e un altra cosa. possibile che siete così ignoranti da non capire la differenza?* ah scusate, no: quest'ultima citazione è effettivamente troppo aulica per il soggetto in esame.
sulla questione #siciliaisoladimerda, ieri pensavo - a ragione - che dopo le dichiarazioni di vecchioni, la sezione "conterranei" dei miei "amici" su fb avrebbe cominciato con certi post da scompisciarsi dal ridere sul cattivissimo cantautore e le nostre stupendosità che proprio loro ignoravano fino a 5 minuti fa. oppure tutti a dare ragione a lui perché effettivamente, il mio vicino, il mio compagno di banco, il mio coinquilino, sono dei siciliani che fanno della sicilia il modello negativo che è. io no però: attenzione! penso a daverio e a quando ha detto che a noi basta dire che siamo pieni di storia fin sopra i capelli per esaurire ogni forma di dovere o responsabilità nei confronti della stessa...
però, pure vecchioni: è come se uno, per esprimere un giudizio su questa minchiata che ha sparato, lo definisse un cantante di merda... mica l'ha detto cantando!
adesso vado, che tra poco comincia il recital di "mio marito", al quale ho promesso davanti a una settantina di persone e la statua di bellini che lo avrei amato anche in prossimità dei suoi concerti.
vi lascio con parole che racchiudono lo stato d'animo da "buttamento di sangue" da fine semestre:
E nce ne costa lacreme st’America[...]comm’è amaro stu ppane!(Bovio - Buongiovanni)
domenica 15 novembre 2015
Raccolta indifferenziata di odio
Sono costipata di parole, ne ho in mente talmente tante, su tanti di quegli argomenti che si sono accumulati negli ultimi tempi, che davvero non riesco a proferirle. Parole piccole per problemi grandi e parole grandi per problemi piccoli: esclamazioni, costernazioni, prime e seconde impressioni, esagerazioni e stupende emozioni.
Ieri è stato un giorno strano, sarebbe stato il compleanno della nonna Concettina, e appena ho aperto un occhio per spegnere la sveglia del cellulare, ho appreso una notizia talmente bella che non voglio nemmeno commentare. Poi la lezione "osservata" dal mio professore di pedagogia è andata, a suo dire, splendidamente. Tornata a casa ho parlato con mia madre dopo molti giorni. Mi sono andata a preparare per andare al concerto della Cleveland Orchestra, visto che l'anno scorso ci aveva impressionato e quest'anno siamo riusciti ad avere i biglietti gratis, e mentre aspettavo L. per andare a prendere la metro, ho visto dei post su FB su quello che era accaduto e stava accadendo a Parigi. Siamo andati al concerto e guardato le notizie sul cellulare durante l'intervallo, e poi quando siamo tornati a casa. Quando sono andata a letto ho formulato diversi pensieri, belli e brutti. Quelli brutti erano essenzialmente due:
- quello che è successo a Parigi è terribile e terrificante;
- quello che è successo a Parigi, quando domattina mi sveglierò, avrà generato su Facebook talmente tanto pattume, pensieri di pace in persone che non sanno mantenere la pace neanche dentro le loro famiglie, pensieri profondi in gente rinomata per i propri stati assolutamente privi di spessore, munnezza, raccolta indifferenziata di odio per un credo religioso, all inclusive. Ho pensato che dai bassifondi del pensiero si sarebbe erto un monumento al qualunq-patetismo furente, e avevo ragione. E stamattina ho avuto doppia pena per Parigi.
---
Per il resto (per la cronaca blu) tutto procede nel meno inaccettabile modo possibile (uso questa circonlocuzione perché non mi va di sottoporre la parola "bene" a questa violenza) e passato, presente e futuro si fondono per dare forma a ciò che mi manca, ciò che non mi piace sentirmi dire, e ciò che non vorrò fare. Bene, dalla cima di tutta questa energia vitale, lascio il computer - al quale dovrei stare di più per fare cose più costruttive ai fini del "job market" (parola nauseabonda, isn't it?), che usare FB, Netflix e Blogger - per dedicarmi alla pulizia della casa e alla preparazione degli unici due ingredienti che sono rimasti in frigo dal lontano 24 ottobre, quando abbiamo fatto la spesa l'ultima volta. Domani è un altro giorno e si studierà (e farò quella che si annuncia essere l'ultima spesa del 2015 insieme a una tra le tante lavatrici degli orrori prima che il 2016 abbia inizio).
P.S. Abbiamo anche preso le lucine natalizie per la finestra, e no perché ci stiamo americanizzando anticipando tutte le festività - come qualcuno ha insinuato - ma perché abbiamo un forte bisogno di visualizzare qualcosa di festivo...
So long!
Ieri è stato un giorno strano, sarebbe stato il compleanno della nonna Concettina, e appena ho aperto un occhio per spegnere la sveglia del cellulare, ho appreso una notizia talmente bella che non voglio nemmeno commentare. Poi la lezione "osservata" dal mio professore di pedagogia è andata, a suo dire, splendidamente. Tornata a casa ho parlato con mia madre dopo molti giorni. Mi sono andata a preparare per andare al concerto della Cleveland Orchestra, visto che l'anno scorso ci aveva impressionato e quest'anno siamo riusciti ad avere i biglietti gratis, e mentre aspettavo L. per andare a prendere la metro, ho visto dei post su FB su quello che era accaduto e stava accadendo a Parigi. Siamo andati al concerto e guardato le notizie sul cellulare durante l'intervallo, e poi quando siamo tornati a casa. Quando sono andata a letto ho formulato diversi pensieri, belli e brutti. Quelli brutti erano essenzialmente due:
- quello che è successo a Parigi è terribile e terrificante;
- quello che è successo a Parigi, quando domattina mi sveglierò, avrà generato su Facebook talmente tanto pattume, pensieri di pace in persone che non sanno mantenere la pace neanche dentro le loro famiglie, pensieri profondi in gente rinomata per i propri stati assolutamente privi di spessore, munnezza, raccolta indifferenziata di odio per un credo religioso, all inclusive. Ho pensato che dai bassifondi del pensiero si sarebbe erto un monumento al qualunq-patetismo furente, e avevo ragione. E stamattina ho avuto doppia pena per Parigi.
---
Per il resto (per la cronaca blu) tutto procede nel meno inaccettabile modo possibile (uso questa circonlocuzione perché non mi va di sottoporre la parola "bene" a questa violenza) e passato, presente e futuro si fondono per dare forma a ciò che mi manca, ciò che non mi piace sentirmi dire, e ciò che non vorrò fare. Bene, dalla cima di tutta questa energia vitale, lascio il computer - al quale dovrei stare di più per fare cose più costruttive ai fini del "job market" (parola nauseabonda, isn't it?), che usare FB, Netflix e Blogger - per dedicarmi alla pulizia della casa e alla preparazione degli unici due ingredienti che sono rimasti in frigo dal lontano 24 ottobre, quando abbiamo fatto la spesa l'ultima volta. Domani è un altro giorno e si studierà (e farò quella che si annuncia essere l'ultima spesa del 2015 insieme a una tra le tante lavatrici degli orrori prima che il 2016 abbia inizio).
P.S. Abbiamo anche preso le lucine natalizie per la finestra, e no perché ci stiamo americanizzando anticipando tutte le festività - come qualcuno ha insinuato - ma perché abbiamo un forte bisogno di visualizzare qualcosa di festivo...
So long!
sabato 26 settembre 2015
Very proudly
(J.S. Bach - Dalla Cantata BWV 196 “Der Herr denket an uns”[1] - 1. Sinfonia).
OVERTURE
Officiante:
Genitori, fratelli, damigelle, amici e parenti tutti: oggi ci troviamo in questo luogo evocativo perché L&L intendono formalizzare l’unione che da tempo li lega, la loro amicizia maritale, il sodalizio sinestetico che dà vita alla loro famiglia. In questo momento speciale siamo loro vicini con affetto, e preghiamo ognuno il proprio dio affinché benedica questa coppia che sta per celebrare il proprio sposalizio.
Assemblea:
L’amore umano che si concretizza nel matrimonio deve costituire la pietra di un guado verso l’amore universale[2].
PRIMA LETTURA: R&I
Da “Il Cantico dei Cantici”
Forte come la morte è l’amore.
Tu mi hai rapito il cuore,
sorella mia, mia sposa,
tu mi hai rapito il cuore
con un solo tuo sguardo
[…]
Quanto è soave il tuo amore,
sorella mia, mia sposa,
quanto più inebriante del vino è il tuo amore,
e il profumo dei tuoi unguenti, più di ogni balsamo.
Le tue labbra stillano nettare, o sposa,
***
L’amato mio è bianco e vermiglio,
riconoscibile fra una miriade.
[…]
I suoi occhi sono come colombe
su ruscelli d’acqua;
[…]
Le sue guance sono come aiuole di balsamo
dove crescono piante aromatiche,
le sue labbra sono gigli
che stillano fluida mirra.
Le sue mani sono anelli d’oro,
incastonati di gemme di Tarsis.
[…]
Questo è l’amato mio, questo l’amico mio.
Assemblea:
E c’era il sole e avevi gli occhi belli, lui ti baciò le labbra ed i capelli[3].
SECONDA LETTURA: R.
Da una lettera di Robert Schumann a Clara Schumman
Carissima, ho pianto di gioia pensando che tu sei mia, e spesso mi domando se davvero ti merito.
Qualcuno potrebbe pensare che nel cuore e nella mente di nessun uomo potrebbero affollarsi tante cose in un sol giorno...
Ma quanto felice mi sentivo ieri e l’altro ieri!
Dalle tue lettere si librava uno spirito talmente nobile, una fede, una ricchezza d’amore! Cosa non farei per amor tuo!
Assemblea:
El amor se hace más grande y noble en la calamidad[4].
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| FORD MADOX BROWN |
RITUALE DEL MATRIMONIO
Officiante:
Cari L&L, siete venuti in questo tempio della musica perché la vostra decisione di unirvi in Matrimonio riceva qui il suo sigillo davanti alle persone che avete scelto come testimoni di questo atto secondo il quale continuerete ad amarvi l’un l’altro fedelmente, e ad assumervi responsabilmente i doveri che questo vincolo implica. Pertanto vi chiedo di esprimere le vostre intenzioni.
L&L:
Dopo una ventina d’anni dal primo concerto privato, illuminati dalle nove muse e accompagnati dalle migliori persone che abbiamo incontrato lungo la nostra strada, ci troviamo qui perché il nostro amore riceva una legittimazione legale. Consapevoli della nostra decisione, ci impegniamo ad accogliere con amore i figli che arriveranno e a educarli bilingui, rispettosi della natura, sensibili alla sofferenza altrui e aperti alle diversità, a far conoscere loro Beethoven, i Beatles, e tutti gli esponenti della buona cultura, a far apprezzare loro il sacrificio e la legalità, disdegnare ogni forma di guerra e discriminazione; ci proponiamo di dare loro il buon esempio di amore coniugale che noi abbiamo ricevuto dai nostri genitori, affinché sappiano essere anche dei buoni amici.
Assemblea:
Raccomanda ai tuoi figli virtù che da sole possano renderli felici, non d’oro[5].
(J.S. Bach - Dalla Cantata BWV 202 “Weichet nur, betrübte Schatten”: 1. “Weichet nur, betrübte Schatten”[6] - Aria).
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| TOULOUSE-LAUTREC |
MANIFESTAZIONE DEL CONSENSO
Officiante:
Alla presenza di noi tutti, datevi adesso la mano ed esprimete il vostro consenso.
L:
L, vuoi continuare a vivere con me e per me, anche quando si avvicinano i concerti e divento intrattabile?
L:
Sì, lo voglio.
L, vuoi continuare ad amarmi nonostante io sia un’affidabile procrastinatrice?
L:
Sì, lo voglio.
L&L:
Promettiamo di amarci fedelmente, nella gioia e nel dolore, nella salute e nella malattia e di sostenerci l’un l’altro tutti i giorni della nostra vita.
L:
What do we want to promise each other?
L:
To love each other even when we hate each other… No running. Ever. Nobody walks out, no matter what happens.
L:
That we’ll take care of each other, even when we’re old and smelly and senile.
L:
This is forever[7].
L:
Ever thine, ever mine, ever ours[8].
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| PREVIATI |
ACCOGLIENZA DEL CONSENSO
Officiante:
Non osi separare l’uomo ciò che l’Amore ha unito.
(J.S. Bach - Dalla Cantata BWV 202 “Weichet nur, betrübte Schatten”: 9. “Sehet in Zufriedenheit”[9] - Gavote).
SCAMBIO DEGLI ANELLI
A&A:
El matrimonio, como la vida entera, es algo terriblemente difícil que hay que volver a empezar desde el principio todos los días, y todos los días de nuestra vida.
***
El esfuerzo es constante, e inclusive agotador muchas veces, pero vale la pena[10].
Officiante:
È di questa quotidiana costruzione che sono simboli questi anelli: gli sposi che li porteranno custodiscano integra la loro fedeltà e vivano sempre nel reciproco amore.
Assemblea:
I was born to love you
With every single beat of my heart
Yes, I was born to take care of you
Every single day of my life[11].
L:
L, ricevi questo anello, segno della mia dedizione e della mia fedeltà. Nel nome dell’amore che ci lega e della stima che ho di te.
L:
L, ricevi questo anello, segno della mia dedizione e della mia fedeltà. Nel nome dell’amore che ci lega e della stima che ho di te.
(J.S. Bach - Dalla Cantata BWV 202 “Weichet nur, betrübte Schatten”: 5. “Wenn die Frühlingslüfte”[12] - Aria).
TERZA LETTURA: N.
Da “Silenziu d’amuri” di Alfio Antico
T’amaju di quannu stavi dintr’a la naca,
T’addivaj ducizza a muddichi a muddichi
Silenziu d’amuri ca camini intr’a li vini
Nun è pussibili staccarimi di tia.
Nun chiangiti no albiri d’alivi
Amuri e beni vengunu di luntanu,
Dilizia amata mia, sciatu di l’alma mia,
Dammi lu cori ca ti dugnu la vita.
Vacanti senza culura tengu lu senzu
Quanno na mamma si scorda a so’ figliu,
Tannu mi scordu d’amari a tia
Ti vogliu bbene picciliddra mia.
Vulati acidduzzi iti ni ll’amata
Cantantici mentri nc’è morte e vita
Comu tuttu lu munnu esti la campagna,
Tu si a Riggina e ju ‘u Re di Spagna.
CONCLUSIONE
Officiante:
A norma delle vigenti disposizioni concordatarie, si dà lettura degli articoli del codice civile concernenti i diritti e i doveri dei coniugi.
Carissimi L&L avete celebrato il vostro Matrimonio manifestando il vostro consenso dinanzi a me ed ai testimoni. Il vostro Matrimonio produce gli effetti civili secondo le leggi dello Stato, pertanto vi do lettura degli articoli del Codice civile riguardanti i diritti e i doveri dei coniugi che voi siete tenuti a rispettare ed osservare:
Art. 143
Con il matrimonio il marito e la moglie acquistano gli stessi diritti e assumono i medesimi doveri. Dal matrimonio deriva l’obbligo reciproco alla fedeltà, all’assistenza morale e materiale, alla collaborazione nell’interesse della famiglia e alla coabitazione. Entrambi i coniugi sono tenuti, ciascuno in relazione alle proprie sostanze e alla propria capacita di lavoro professionale o casalingo, a contribuire ai bisogni della famiglia.
Art. 144
I coniugi concordano tra loro l’indirizzo della vita famigliare e fissano la residenza della famiglia secondo le esigenze di entrambi e quelle preminenti della famiglia stessa. A ciascuno dei coniugi spetta il potere di attuare l’indirizzo concordato.
Art. 147
Il matrimonio impone ad ambedue i coniugi l’obbligo di mantenere, istruire ed educare la prole tenendo conto delle capacità, dell’inclinazione naturale e delle aspirazioni dei figli.
FIRME
(J.S. Bach - Dalla Cantata BWV 210 “O holder Tag, erwünschte Zeit”[13]: 9. “Hochteurer Mann, so fahre fernen fort”[14] - Récitatif).
Officiante:
Il destino vi conservi uniti nel reciproco amore e nella sinestesia, nella benevolenza dei vostri cari, e la pace e il rispetto abitino in voi e rimangano sempre nella vostra casa, ovunque essa sia.
Secondo i poteri conferitimi da voi stessi, vi dichiaro marito e moglie! (A L: puoi baciare la sposa).
Officiante:
Andate in allegria!
Assemblea:
Amen.
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| MUNCH |
LETTURA DI COMMIATO: D.
Dalla “Prima lettera di San Paolo ai Corinzi”
L’amore è paziente, è benevolo; l’amore non invidia; l’amore non si vanta, non si gonfia, non si comporta in modo sconveniente, non cerca il proprio interesse, non s’inasprisce, non addebita il male, non gode dell’ingiustizia, ma gioisce con la verità; soffre ogni cosa, crede ogni cosa, spera ogni cosa, sopporta ogni cosa.
(J.S. Bach - Dalla Cantata BWV 210 “O holder Tag, erwünschte Zeit”: 10. “Seid beglückt, edle beide”[15] - Aria).
[1] “Il Signore si ricorda di noi”.
[2] Mahatma Gandhi.
[3] Fabrizio De André.
[4] Gabriel García Márquez.
[5] Ludwig van Beethoven.
[6] “Ammorbiditevi pure, ombre rattristate”.
[7] Shonda Rhimes.
[8] Ludwig van Beethoven.
[9] “Guardate con soddisfazione”.
[10] Gabriel García Márquez.
[11] Freddie Mercury, Brian May, Roger Taylor, and John Deacon.
[12] “Quando le brezze di primavera soffiano”.
[13] “Oh "titolato" giorno, ora desiderata”.
[14] “Uomo molto caro, avviati lontano”.
[15] “Siate felici, voi due nobili”.
lunedì 7 settembre 2015
A lallò
E a-la-vò, sunnuzzu, viniti,
E a me fìgghiu m'addurmisciti.
Bò, nicu, bò:
Ora veni 'u tata so.
E a-la-vò, ch'è beddru assai!
Havi 'na cosa, ca nun dormi mai.
Bo, nicu, bò:
Iddru dormiri nun vò'.
E si iddru 'un voli durmiri,
'Ntra lu culiddru l'havi ad aviri.
Bò, nicu, bò:
Nicuzzeddru, fa' l'a-ò.
(Marsala. Opere complete di Giuseppe Pitrè)
oh a lallò,
chistu è u bedu [a beda] da nonna so,
e se stu figghiu [sta figghia] nun voli durmiri,
quanti curpuzzi no culu c'aviri [cuorpi no culu sa quantu n'aviri]
e n'aviri 400 [500]
figghiu d'oru e figghiu d'argentu...
(Grammichele, anni '50, '70, '80, '90. Cuncittina)
E a me fìgghiu m'addurmisciti.
Bò, nicu, bò:
Ora veni 'u tata so.
E a-la-vò, ch'è beddru assai!
Havi 'na cosa, ca nun dormi mai.
Bo, nicu, bò:
Iddru dormiri nun vò'.
E si iddru 'un voli durmiri,
'Ntra lu culiddru l'havi ad aviri.
Bò, nicu, bò:
Nicuzzeddru, fa' l'a-ò.
(Marsala. Opere complete di Giuseppe Pitrè)
oh a lallò,
chistu è u bedu [a beda] da nonna so,
e se stu figghiu [sta figghia] nun voli durmiri,
quanti curpuzzi no culu c'aviri [cuorpi no culu sa quantu n'aviri]
e n'aviri 400 [500]
figghiu d'oru e figghiu d'argentu...
(Grammichele, anni '50, '70, '80, '90. Cuncittina)
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